“Prize” Plymouth – Incontro con la Storia

22 maggio 2011 alle 16.57 | Pubblicato in I ragazzi di Forlì, Plymouth | Lascia un commento

Il Mayflower (letteralmente fiore di maggio) fu la nave con la quale i Padri Pellegrini salparono il 6 settembre 1620 da Plymouth (Inghilterra), raggiunsero gli attuali Stati Uniti a Cape Cod due mesi dopo, l’11 novembre. Usualmente è considerato come il punto di partenza della storia degli Stati Uniti d’America.

Porto di Plymouth

Porto di Plymouth

Il faro del porto di Plymouth

Il faro del porto di Plymouth

Quasi 400 anni fa da qua partirono i fondatori degli Stati Uniti.

Quasi 400 anni fa da qua partirono i fondatori degli Stati Uniti.

L'impietosità della Storia che ci ricorda quanto siamo piccoli nei suoi confronti.

L'impietosità della Storia che ci ricorda quanto siamo piccoli nei suoi confronti.

Una mina navale della Seconda Guerra Mondiale ci ricorda la strategicità del porto di Plymouth anche in tempi moderni.

Una mina navale della Seconda Guerra Mondiale ci ricorda la strategicità del porto di Plymouth anche in tempi moderni.

“Prize” Plymouth – Ma come ti vesti?

15 maggio 2011 alle 16.19 | Pubblicato in I ragazzi di Forlì, Plymouth | Lascia un commento

L’abbigliamento, il loro modo di vestire non è molto diverso: forse quello che ho notato è che i vestiti forse sono meno originali ma belli e anche meno costosi, poi il vestire delle donne è diverso con minigonne molto corte.

(Saibu Yoada)

Potrebbero dirci di più le ragazze del settore Abbigliamento di Cesena, per ora ci accontentiamo di alcune foto direttamente dalla Croce Rossa Inglese.

Il luogo di lavoro di Alexandra

Il luogo di lavoro di Alexandra

Alexandra al lavoro

Alexandra al lavoro

Alexandra al lavoro

Alexandra al lavoro

Alexandra al lavoro

Alexandra al lavoro

“Prize” Plymouth – Paesaggi inglesi

11 maggio 2011 alle 17.46 | Pubblicato in I ragazzi di Forlì, Plymouth | Lascia un commento

(Le foto sono dei professori Alba Ravaglioli e Alessandro Sansoni.)

L'università di Plymouth, niente di simile dalle nostre parti.

L'università di Plymouth, niente di simile dalle nostre parti.

Università di Plymouth

Università di Plymouth

Plymouth

Plymouth

Segnaletica inglese, chiara, elegante e discreta.

Segnaletica inglese, chiara, elegante e discreta.

Il bel campo da rugby di Bath, città gloriosa per questo sport così popolare in Inghilterra.

Il bel campo da rugby di Bath, città gloriosa per questo sport così popolare in Inghilterra.

Campi di pale eoliche, l'Italia è davvero lontana.

Campi di pale eoliche, l'Italia è davvero lontana.

“Prize” Plymouth – Stage, corsi e giornate inglesi

5 maggio 2011 alle 18.54 | Pubblicato in I ragazzi di Forlì, Plymouth | Lascia un commento

(Le foto sono dei professori Alba Ravaglioli e Alessandro Sansoni.)

Marco al lavoro.

Marco al lavoro.

Marco e Saibu al lavoro.

Marco e Saibu al lavoro.

Saibu e Marco al lavoro.

Saibu e Marco al lavoro.

Non vi stancate troppo, ragazzi.

Non vi stancate troppo, ragazzi.

Denny al lavoro.

Denny al lavoro.

Denny al lavoro.

Denny al lavoro.

Il luogo di lavoro di Zambende.

Il luogo di lavoro di Zambende.

Zambende al lavoro.

Zambende al lavoro.

Zambende al lavoro.

Zambende al lavoro.

Il luogo di lavoro di Victor.

Il luogo di lavoro di Victor.

Victor al lavoro.

Victor al lavoro.

Giulia al lavoro.

Giulia al lavoro.

Giulia al lavoro.

Giulia al lavoro.

Giulia al lavoro.

Anita al lavoro.

Anita al lavoro.

Fuso orario e jet-lag possono mettere KO anche un insegnante di quelli tosti.

Fuso orario e jet-lag possono mettere KO anche un insegnante di quelli tosti.

Il cane sacro.

Il cane sacro.

Corso serale d'inglese al TellUs.

Corso serale d'inglese al TellUs.

Corso serale d'inglese al TellUs.

Corso serale d'inglese al TellUs.

Nella patria del football non poteva mancare la classica partitella all'italiana. Qui Zambende si prende gioco di Davide con un abile dribbling.

Nella patria del football non poteva mancare la classica partitella all'italiana. Qui Zambende si prende gioco di Davide con un abile dribbling.

Nonostante l'età, i giovani ragazzi devono ancora inchinarsi al passaggio del prof. Superga, re del dribbling.

Nonostante l'età, i giovani ragazzi devono ancora inchinarsi al passaggio del prof. Superga, re del dribbling.

Axel, Nadir e un paio di bionde dopo una dura giornata di lavoro.

Axel, Nadir e un paio di bionde dopo una dura giornata di lavoro.

“Prize” Plymouth – Primo approccio

4 maggio 2011 alle 17.07 | Pubblicato in I ragazzi di Forlì, Plymouth | Lascia un commento

(Le foto sono dei professori Alba Ravaglioli e Alessandro Sansoni.)

Foto di classe 2° anno Elettrico (Forlì)

Foto di classe 2° anno Elettrico (Forlì)

Professori in autobus, direzione Bologna.

Professori in autobus, direzione Bologna.

In attesa all'aeroporto "Marconi" di Bologna.

In attesa all'aeroporto "Marconi" di Bologna.

Inghilterra, Plymouth, stazione dei bus.

Inghilterra, Plymouth, stazione dei bus.

Primi approcci con le ragazze inglesi.

Primi approcci con le ragazze inglesi.

Chiesa di St. Andrew, interessante l'orologio che in Italia non compare tanto spesso sui campanili

Chiesa di St. Andrew, interessante l'orologio che in Italia non compare tanto spesso sui campanili.

Educazioni civica: riciclare correttamente Andrei Mirowski.

Educazioni civica: riciclare correttamente Andrei Mirowski.

Parco del faro

Parco del faro

...

Non solo storia al porto di Plymouth: ci sta una gara di capriole tra Axel e Mario.

Non solo storia al porto di Plymouth: ci sta una gara di capriole tra Axel e Mario.

Axel e Mario ci ricordano gli usi morigerati dei Padri Pellegrini.

Axel e Mario ci ricordano gli usi morigerati dei Padri Pellegrini.

“Prize” Plymouth – Stage (2)

18 aprile 2011 alle 10.49 | Pubblicato in I ragazzi di Forlì, Plymouth | Lascia un commento

Saibu Yoada è un altro dei superstiti del progetto “Prize”, che lo ha portato ad affrontare uno stage di due settimane in Gran Bretagna.

Saibu Yoada in una concitata fase di lavoro inglese

Saibu Yoada in una concitata fase di lavoro inglese

Se dico 12 marzo 2011, cosa ti ricorda?

Il 12 marzo io ed alcuni miei compagni, quelli premiati per il progetto “Leonardo-Prize”, ci siamo trovati con i professori Superga e Sansoni per partire verso l’Inghilterra assieme ai ragazzi della sede di Cesena.

Praticamente dietro l’angolo…

Abbiamo preso l’aereo a Bologna  (BritishAirways), all’entrata dell’aereo c’erano due hostess che ritiravano i biglietti e salutavano molto velocemente con “welcome”; saliti, io mi sono seduto dal lato del finestrino, perché la prima volta che aveva preso l’aereo mi era piaciuto guardare dall’alto. La partenza è stata molto brusca e fastidiosa, ma quando si è per aria si viaggia sereni. Viaggiare in aero non è affatto pericoloso, anzi è molto divertente; quando decolla magari non tanto, poi durante il viaggio si sta bene, anche se bisogna obbligatoriamente allacciare le cinture di sicurezza qualche volta passano per dare uno spuntino e qualche bevanda.

A Londra tutto a posto?

Dopo un viaggio di due ore e mezza l’aereo era pronto per l’atterraggio (anche questo molto brusco) all’aeroporto di Londra Gatwich, davvero stupendo. Al controllo documenti ci siamo divisi in europei comunitari ed extracomunitari, io nel secondo gruppo ho trovato una signora che verificava facendomi domande in inglese, ma erano semplici quindi ho avuto conferma e ho raggiunto il resto del gruppo. Ci siamo avviati verso Plymouth con un pullmino, anche qui l’autista parlava inglese e noi studenti non capivamo niente: per fortuna ci hanno soccorso i professori. Dopo cinque ore di viaggio, alle 20.30 siamo arrivati dalle famiglie ospitanti, che ci hanno portato a casa con delle strane automobili.

Un bus a due piani non poteva mancare in Gran Bretagna.

Un bus a due piani non poteva mancare in Gran Bretagna.

Cioè?

A differenza di qua, gli inglesi guidano a sinistra e il cambio è a destra: se non sei abituato è meglio abituarsi in fretta! Poi i semafori hanno un ordine diverso, si accende il giallo anche alla fine del rosso così si è pronti a partire.

Vabbè, parliamo un po’ di lavoro.

La mia azienda era la WS Industrial, ero con il mio compagno Marco e il primo giorno è stato un vero disastro: abbiamo avuto difficoltà nel trovarla, chiedevamo informazioni a quasi tutti i passanti ma ce ne davano di sbagliate; alla fine lo abbiamo trovato, ma ci hanno spedito alla TellUs, la scuola dove seguivamo i corsi d’inglese. Lì abbiamo conosciuto il nostro supervisore Paul, una persona molto “funny”, divertente e simpatico; con lui abbiamo lavorato tutte e due le settimane.

Denny e il prof. Superga davanti agli uffici del TellUs.

Denny e il prof. Superga davanti agli uffici del TellUs.

Non avrete solo lavorato, spero.

Quasi. Una giornata tipo era:

  • lavorare dalle 9 e mezza alle 16;
  • tornare a casa, farsi velocemente una doccia, cenare e prendere il bus (che poi, gli autobus non sono diversi da quelli che ci sono in Italia anche se possono essere a due piani; quando entri in autobus bisogna pagare se non hai il biglietto, 2 pound per i bambini e 4 pound per i grandi, noi avevamo un abbonamento fatto dal TellUs, e c’è sempre abbastanza silenzio, non come in Italia);
  • seguire i corsi d’inglese al TellUs alle 19.

I corsi d’inglese erano divertenti perché si provava a costruire dialoghi e si conversava; tra l’altro, dopo il test d’ingresso per vedere i nostri livelli, ci hanno diviso in due classi, ma alla fine si affrontavano gli stessi argomenti.

E nel fine settimana (scusa, nel “week-end”), cosa facevate?

Il fine settimana abbiamo visitato alcuni paesi: per esempio, a Tintagel abbiamo visitato il castello del Re Arthur (Re Artù), è stata una piacevole passeggiata perché ci siamo divertiti.

Non poteva mancare la tipica cabina telefonica inglese, non del tipo usato da Superman (che infatti era americano).

Non poteva mancare la tipica cabina telefonica inglese, non del tipo usato da Superman (che infatti era americano).

Cosa ti ha colpito di più nelle differenze tra Italia e Inghilterra?

Mi ha colpito la differenza nell’ordine delle città: le case sono tutte piccole e unite e le numerazioni in fila. Un’altra cosa sono le scale, tutte piccole e attaccate, difficili da scalare. Gli inglesi sono abbastanza puliti, come in Italia, ma qualche carta per terra c’è. Sono molto severi, insistono nelle regole: ad esempio, i minorenni possono stare fuori fino alle undici di sera invece per i maggiorenni fino a mezza notte. La sera qualche volta vedi gente ubriaca che ride e dondola per strada.

Ci concedi qualche considerazione conclusiva su questa rara esperienza?

Questo progetto è stato molto importante perché ho accresciuto la mia esperienza, nel senso che ho conosciuto una nuova cultura e mi ha dato tante idee per il mio futuro.

“Prize” Plymouth – Stage (1)

15 aprile 2011 alle 15.54 | Pubblicato in I ragazzi di Forlì, Plymouth | Lascia un commento

Due chiacchiere con Marco Tarlombani, che ha partecipato al progetto “Prize” partendo dall’EnAIP di Forlì.

Marco Tarlombani all'opera a Plymouth

Marco Tarlombani all'opera a Plymouth

Potresti raccontare di cosa si tratta, come se dovessi spiegarlo all’uomo della strada?

Quest’anno ho partecipato a un progetto scolastico di nome “Prize” che consente ai ragazzi che stanno per prendere la qualifica di andare a fare uno stage in un paese straniero. Io sono andato in Inghilterra a Plymouth, dove ho fatto uno stage di due settimane all’azienda “WS Industrial” e comprendeva di tutto perché, oltre agli elettricisti, c’erano anche imbianchini, muratori, falegnami. Il cantiere in cui mi trovavo era la scuola che frequentavo alla sera (TellUs),

Che approccio hai avuto con una realtà così diversa da quella cui sei abituato?

È soprattutto la sfida, di andare in un paese straniero e usare una lingua diversa dalla propria per cavarsela tutti i giorni e conversare col proprio datore di lavoro. I primi giorni sono stati i più duri, un po’ sicuramente per la difficoltà con la lingua (perché parlare con persone di madrelingua differente non è per niente facile), un po’ perché non avevo da subito le mansioni più adatte alle mie competenze, ma mi sono adattato perché fortunatamente sono una persona flessibile.

Puoi spiegarci come si svolgevano le vostre giornate?

La mattina partivamo da casa alle 8.00, raggiungevano il centro in autobus e dopo un cambio arrivavamo al lavoro; alle 12.30 pranzo veloce (con un “pocket lunch”: panino, patatine, mela o banana, barretta digestiva al cioccolato), poi alle 17.00 fine della giornata lavorativa e di corsa a casa. Doccia e cena veloce perché poi, di corsa, bisognava essere a scuola per il corso di inglese delle 19.00. Con il tutor ci siamo trovati bene perché era sempre simpatico e gentile.

Un bilancio finale?

È stata una bellissima esperienza, molto divertente e istruttiva.

“Prize” Plymouth – La festa di San Patrizio

5 aprile 2011 alle 16.46 | Pubblicato in I ragazzi di Forlì, Plymouth | Lascia un commento

Saint Patrick’s Day si festeggia il 17 marzo ed è festa nazionale nella Repubblica d’Irlanda. Questo giorno è stato particolare, bisognava vestirsi di verde per tradizione; in questo giorno la gente era libera di ubriacarsi ed è stato anche divertente perché vedevamo gli effetti che provocava la birra e le espressioni che facevano queste persone.

(Saibu Yoada)

Capitare in un paese anglosassone il 17 marzo significa farsi travolgere dalla verdissima festa di San Patrizio.

Capitare in un paese anglosassone il 17 marzo significa farsi travolgere dalla verdissima festa di San Patrizio.

Ovviamente il St. Patrick's day si prolunga per tutta la notte.

Ovviamente il St. Patrick's day si prolunga per tutta la notte.

“Prize” Plymouth – Come mangiano gli inglesi

30 marzo 2011 alle 16.40 | Pubblicato in I ragazzi di Forlì, Plymouth | Lascia un commento
Cibo inglese, stranamente buono

Cibo inglese, stranamente buono

A Plymouth ho riscontrato cibi diversi, nel senso che appena siamo arrivati abbiamo mangiato la pizza che anche in Italia mangiamo, invece la mattina seguente abbiamo fatto colazione, io con cereali, invece il mio compagno con toast. A cena avevamo ad esempio un piatto molto gustoso con patate, piselli, fagiolini e carne.

La differenza è che gli inglesi mangiano più degli italiani: là a Plymouth ci sono tanti McDonald’s, Subway, BurgerKing, quindi tutte le volte che sentono un po’ di fame vanno a ordinare dei gran menù. Andavo sempre al BurgerKing perché era il mio preferito, il menù che ordinavo era un panino senza bacon, patatine fritte e coca. Per me la differenza era che forse i cibi inglesi contenevano più grasso e avevano un prezzo minore di quello che c’è in Italia, e magari ci mettevano meno tempo a servire.

Un’altra cosa che ho notato è la dieta che non è come quella in Italia, loro mangiano quello che gli piace. Per il lavoro ci davano un pocket-lunch contenente un panino fatto da “vomito”: ci mettevano del burro che aveva un gusto sgradevole, poi la maionese, un barattolo di carne che assomigliava a quella per i cani, dei pomodorini, della frutta e patatine con l’aceto. Per fortuna, a parte questi panini, il mangiare in Inghilterra o in Italia è comunque buonissimo.

(Saibu Yoada)

Parmesan-style Tripe

6 ottobre 2010 alle 11.19 | Pubblicato in Le ricette di Parma | Lascia un commento

Ingredients:

  • ½ kg bleached tripe
  • 2 carrots
  • 1 stalk of celery
  • 2 garlic cloves
  • 2 boxes of tomatoes
  • some parsley and bay leaf
  • white wine olive oil salt and pepper

Directions:

Boil the washed tripe in a pot for about an hour with a vegetables mix. Prepared with finely chopped carrots, celery, onions, garlic and parsley. Drain the tripe, cut into wide strips (1 / 2 cm). Put a pan on low heat with 50 gr of oil, add the mashed vegetables and fry for a few minutes then add the tripe and moisten with a glass of white wine, let it cook for 15 minutes, add the tomatoes, salt and 2 bay leaves. Cook at least 3 or 4 hours: add some broth in case it dries. Serve hot garnished with grated Parmesan cheese.

Pumpkin Ravioli

6 ottobre 2010 alle 11.14 | Pubblicato in Le ricette di Parma | Lascia un commento

Ingredients:

Þ    800 gr. Pumpkin

Þ    20 macaroons

Þ    1 egg

Þ    ½ onion, finely chopped

Þ    500 gr. fresh hand made pasta

Þ    Parmesan cheese

Þ   grated bread

Þ    butter

Preparation:

Place chopped onion with oil and butter in a pan end gently brown, add diced skinned pumpkin, salt lightly and cook until smooth.

For the filling:

Mash pumpkin with eggs, macaroons, parmesan cheese and 1 pinch of salt.

If the filling is too soft, add a little grated bread.

Prepare the ravioli:

Pull the fresh pasta, put the filling in the center, fold the pasta sheet on the filling, shape in rectangle.

Cook for 5 minutes, drain, put in oven proof plate, season with butter and parmesan cheese.

Tortelli di Erbetta

6 ottobre 2010 alle 11.09 | Pubblicato in Le ricette di Parma | Lascia un commento

Ingredients for pasta

600 gr. Flour

5 eggs

Ingredients for filling:

1 kg. Swiss chard leaves (erbette)

500 gr. ricotta romana

2 or 3 whole eggs

250 gr. grated parmesan cheese

a little salt and a good grating of nutmeg

Direction:

Cook the erbette, drain and strain; add other ingredients for the filling and mix.

Mix the eggs and the flour for pasta; roll out the dough thin.

Put the filling in the center of pasta, fold the pasta sheet on the filling, shape in rectangles.

Cook for 5 minutes, drain put in oven proof plate, season with butter and parmesan cheese.

Parmesan stew beek

6 ottobre 2010 alle 11.04 | Pubblicato in Le ricette di Parma | Lascia un commento

Ingredients:

  • 1,5 kg rump beef,
  • an onion, a carrot,
  • a celery stalk,
  • a garlic clove,
  • four cloves,
  • 50gr Colonnata lard,
  • 40gr of butter,
  • 3 tbsp oil,
  • 30gr tomatoes concentrate,
  • bay leaf,
  • cinnamon,
  • 2 tbsp red wine,
  • stock,
  • flour,
  • pepper,
  • salt.

Directions:

Put the beef in a saucepan, cover it with onion, mirepoix, carrot, celery and garlic; add the cloves, a pinch of cinnamon, and two bay leaves cover all with red wine.

Cover with a lid and let marinate the beef for one day in a fresh place. Then put in an another saucepan three tbsp of olive oil, 40gr of butter, 50gr of chopped Colonnata lard and mix in the meat, which has been drained and covered with flour and brown it for 15 minutes. Mix in the vegetables of the marinate and brown it. Season with salt and pepper, add the wine of the marinate and two litres of stock. Cover and cook on low heat for 5 hours. Take out the  meat and serve it sliced and sprinkled with the sieved fund of cooking.

Shrimp Puffs

6 ottobre 2010 alle 10.55 | Pubblicato in Le ricette di Parma | Lascia un commento

INGREDIENTS:

Flour

Olive oil

1 egg yolk

Salt

1 egg white

Shrimps

Preparation:

For the batter: Pour the flour, mix it with oil, egg yolk, salt and pepper. Add the water to make a soft dough. Let rest for one hour. Boil the shrimps in salted water, drain and cut into small pieces. Beat the egg white until stiff and mix it in the batter then add in the shrimp. Heat plenty of oil, pour the batter whit a spoon. Puffs will swell and  golden. Drain and dry on a paper towel, place on a try and serve.

Asparagus rice

6 ottobre 2010 alle 10.46 | Pubblicato in Le ricette di Parma | Lascia un commento

INGREDIENTS (4 serves)

Rice gr.400

Asparagus gr.500 (heads only)

1 onion

Oil and butter

Meat broth

Grated Parmesan cheese

PREPARATION

Put to cook oil and chopped onion in a pan and then slightly fry, add the rice and toast it, then add the white wine, let it evaporate and then add gradually the broth and complete the cooking. Halfway through cooking add the asparagus heads you have boiled first.

Cook the rice and at the end stir in butter and grated cheese.

Pagina successiva »

Blog su WordPress.com. | Theme: Pool by Borja Fernandez.
Voci e commenti feed.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.